30 Mag

“La risposta spettava all’Assessore al Turismo?”

Il “Relitto del Tempo” attende ancora risposte alle proprie osservazioni

Con soddisfazione commentiamo la piccata risposta dell’amministrazione comunale di Civitella del Tronto per mezzo dell’Assessore Marcellini dopo l’intervento sulla ricostruzione post sisma che ci vede, nostro malgrado, protagonisti.

All’Assessore, che non comprendeva dove volessimo andare a parare, rispondiamo con ordine che: l’Arci non para piuttosto propone, discute, anima, sollecita, condivide, unisce; l’Arci è un occasione, una possibilità che viene confusa e volutamente emarginata; l’Arci inoltre difende le proprie organizzazioni affiliate nutrendo la convinzione che insieme si esce dalle difficoltà dando alla parola cultura e agli eventi annessi un significato totale, magari in tempo di crisi riuscisse a garantire lo stesso la politica! Dopo tanti esposti la Vostra risposta diventa il primo risultato che ci costringe a chiedervi di essere maggiormente calzanti rispetto ai quesiti che continuiamo a porre.

Posto il fatto che le opere “provvisionali” dovrebbero essere solo esterne e dalle foto mostriamo che sono state svolte anche all’interno, il fatto che siano provvisionali non concede il diritto di danneggiamento di porzioni ed elementi architettonici.

Contestiamo i lavori perché gravemente irrispettosi del manufatto storico e dei dettagli di cui si compone, strutturalmente inadeguati, come abbiamo sottolineato nelle innumerevoli PEC di tentata interlocuzione con l’ufficio tecnico, nelle quali mostravamo i danni nel loro progredire.

Parole perdute nei meandri della presunzione assoluta di ragione.

L’approvazione da parte della protezione civile da voi citata, ovvero da parte del COR (centro operativo regionale) è finalizzata alla verifica della congruenza amministrativa. L’organo non entra in merito delle scelte tecniche, progettuali, ed architettoniche e tanto meno di tutela del bene dal punto di vista storico culturale ed ambientale ed inoltre il nulla osta rilasciato è in ogni caso a condizione, in quanto risultava carente di alcuni documenti, che saranno meglio delineati al termine della procedura di accesso agli atti intrapresa.

Per quanto riguarda la tempistica, premesso che la stessa non è stata oggetto di contestazione nel nostro comunicato, il tema pone un ulteriore duplice elemento di riflessione: essendo stata lasciata aperta la strada per due anni come di seguito spiegheremo, forse l’intervento non doveva essere poi così urgente dato che tra pochi mesi dovrebbe essere possibile intervenire con dei lavori definitivi; in secondo luogo i ritardi sono stati provocati per degli approfondimenti tecnici a causa del fatto che il progetto redatto era a carattere sommario e non basato su un rilevo né delle porzioni interessate, né di un doveroso quadro fessurativo ed al momento dell’inizio dei lavori, l’Impresa e l’Ing. incaricato hanno dichiarato di dover procedere ad un rilievo prima di ordinare il materiale occorrente in quanto il progetto non risultava coincidente con lo stato dei luoghi.

Rimangono due domande: perchè l’amministrazione solerte e titolare dei lavori tanto da indire una gara d’appalto per la somma urgenza, dicotomia inspiegabile, non ha provveduto, dato il manufatto storico in questione del 1600, a scegliersi una ditta appaltatrice con la certificazione OG2 per i restauri, in tal caso non obbligatoria ma sicuramente una scelta logica ed intelligente, dato che l’attuale ditta ne è sprovvista come verificato nel Anac?.

Ed ancora secondo la normativa il Comune stabilisce la priorità di intervento sugli edifici che possano costituire pericolo per la pubblica incolumità su pubblica via. Nasce spontaneo il quesito sul perché e per come sia stato previsto l’intervento senza mai ravvisare il pericolo. Dato che la strada è rimasta sempre aperta al transito veicolare e pedonale?.

Comitato Provinciale Arci Teramo