28 Giu

Una buona Rete pesca meglio. Questa estate scegli la Rete giusta

Migliorare i servizi, creare occasioni di collaborazione, costruire percorsi comuni perchè insieme, banalmente, si è più forti, più rappresentativi, più efficaci.

Quando appena due anni fa abbiamo assunto l’onere di ricostruire di fatto l’organizzazione provinciale dell’Arci, ci siamo posti degli obiettivi minimi: riconnettere l’associazione con il proprio territorio e con le reali esigenze di questo, seguendo ogni giorno un unico verbo, unire per far crescere, unire per superare gli ostacoli, unire per essere più determinanti.

Oggi che presentiamo la “Rete dei Festival Indipendenti Teramani” sarebbe una non notizia per chi conosce l’Arci nel resto delle regioni italiane.

Diventa invece una vera notizia ed una oggettiva novità quella per la quale i più longevi festival provinciali di Teramo si mettono insieme iniziando un percorso che, inaugurato a gennaio, li ha portati ad unirsi in un unico cartellone.

Diventa una notizia se la memoria non ci assiste e dimentichiamo come la nostra sede provinciale e il circolo che la anima appena una stagione fa veniva chiusa per il proprio operato per ben due volte in un anno tramite dei ridicoli rilievi fonometrici pre e post amministrative comunali.

Quello che inauguriamo non è  certo la fine di un percorso bensì solo l’inizio e  solo coloro che conoscono l’intima natura del nostro territorio e la diffidenza nel cooperare possono comprende appieno il valore dell’iniziativa messa in piedi.

Così che in un tiepido gennaio abbiamo chiamato a raccolta realtà associative conosciute non solo per i loro curriculum e le loro manifestazioni ma per delle collaborazioni nate spontaneamente in questi cinque anni di chiusure, riaperture e spostamenti di sede.

Poche idee ma chiare: migliorare i nostri eventi mettendoli in rete aiutandoci e partendo dalle stesse condizioni per tutti, esaltando le esperienze più grandi e permettere una concreta crescita per le più piccole.

Promuovere il nostro straordinario territorio provinciale creando un circuito di festival equilibrato dalla montagna al mare passando per le colline.

Così che questa estate il fischio d’inizio è dato nella vallata del Vomano dalle distorsioni dei Giuda tramite il “Playnot Festival” di Notaresco dal 1 al 2 Luglio, successivamente dal 15 al 17 luglio abbiamo l’onore di festeggiare i 10 anni del “Toxicity Rock Fest” ai piedi del Gran Sasso nel omonimo Comune di Tossicia per poi riscendere nel periodo di ferragosto, precisamente il 13 Agosto al mare in quel di Cologna Spiaggia per il “Rock Corner Festival” ed ancora a fine ad agosto dal 26 al 28 possiamo risalire nelle colline preferite dagli estimatori del Montepulciano d’Abruzzo precisamente nel Comune di Torano Nuovo dove dai Diaframma al Teatro degli Orrori l’accoglienza è garantita degli organizzatori del “Indievisibile Festival” per chiudere nel capoluogo di provincia nel festival delle Officine Indipendenti dal 2 al 4 settembre.

E’ giusto elencare i protagonisti l’Ass. Playnot Records di Notaresco, l’Ass. Toxicum 2.0 di Tossicia, l’Ass. Angolo C di Cologna Spiaggia, Ass. Valerio Capponi di Ancarano e l’Ass. Officine Indipendenti di Teramo perchè solo con la loro convinta, discussa, ponderata partecipazione hanno reso possibile tutto questo grazie alle loro autonome, indipendenti e diverse strutture hanno costruito negli anni già diverse edizioni dei propri festival e con il loro impegno rendono ricche le  proprie comunità di un capitale umano inestimabile che siamo convinti non passerà inosservato neanche all’interno del circuito Arci Real, le associazioni dell’Arci che promuovono la musica dal vivo, di cui tutte queste realtà iniziano da questa esperienza a far parte.

L’indipendenza compresa nel nome non è un abbellimento stilistico ma spiega come tutte le realtà costituenti la Rete negli anni al di là del finanziamento pubblico siano state in grado di riproporre i propri momenti culturali in autonomia e oggettiva indipendenza economica, anticamera dell’indipendenza culturale.

La ciliegina la lasciamo per le conclusioni.

Il piccolo contributo dato dalla Banca Etica, l’istituto finanziario di riferimento del terzo settore, che l’Arci insieme a diverse organizzazioni sociali ha contribuito a costruire, è il compimento di relazioni che iniziano a prendere forma anche nella nostra provincia di cui siamo tutti fautori.

Convinti ieri come oggi che l’intelligenza non è un fattore individuale ma sempre il rapporto di relazioni comuni quindi collettive continuiamo a tessere con calma la tela di questa Rete che già oggi ci permette di tornare in luoghi dove non esistevamo da troppi anni.

“Battendo le mani l’una contro l’altra si produce un suono. Qual è il suono di una sola mano?”

Presidenza Arci Teramo

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